Südtirol Blog

Südtirol-Tourismus-Gedanken

Südtirol - Dolomiten Welterbe der UNESCO: Und keiner merkt’s

Posted on | August 15, 2012

Dolomiten Drei Zinnen

Vor zehn Jahren hat der Tourismus Managment Club in Bruneck das Thema Dolomiten Welterbe aufgegriffen. Und jetzt sind  die Dolomiten Welterbe der UNESCO.

Fahre ich ins Pustertal, nach Sexten, ins Pragsertal, ins Enneberg, ins Abteital, nach Gröden, nach….. und nirgendwo gibt es ein großes Hinweisschild mit “…meine lieben Damen und Herren, sie betreten, befahren das weltberühmte Territorium der Dolomiten…das Weltnaturerbe”.

Eigendlich müsste ich bereits in Kufstein oder Verona darauf aufmerksam gemacht werden. “… nur mehr 100 km bis zum UNESCO Welterbe der Dolomiten”.

Als ich vor vielen Jahren mal durch South Dakota (USA) gefahren bin, las ich am Straßenrand ein Schild: “…only 300 miles to Petrified Forest National Monument”.  50 Meilen später las ich wieder ein Schild und ich fühlte, dass ich bald das gelobte Land erreichen werde.

Wir haben die schönste Berg der Welt, die auch noch geadelt wurden und wir sind unfähig die Menschen entsprechend zu emotionalisieren.

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Mit dem Fahrrad von Südtirol - Bozen nach Venedig

Posted on | April 16, 2012

von Bozen nach Venedig mit dem E-Bike 

Der Genussradfahrer wählt Südtirol immer öfters zum Ausgangspunkt für Fahrradfahrten in Richtung Süden in den oberitalienischen Raum. Ziele wie Riva del Garda, Sirmione, Verona, Padova, Ferrara und natürlich Venedig stehen auf der Liste.

Seit heuer gibt es die Möglichkeit sich in Südtirol - vergl. www.suedtirol-rad.com - ein Fahrrad auszuleihen und gen Süden zu radeln. Angekommen gehts für die Fahrradfahrer und den Fahrrädern wieder zurück nach Südtirol.

Fotogalerie siehe: http://www.suedtirol-rad.com/fotogalerien/galerie/viverra-dapibus-in/

Wer einfach nur Südtirol durchqueren will, von West nach Ost, von Ost nach West oder von Nord nach Süd, hat im Schnitt alle 17 km einen Südtirol – Fahrradverleih zur Verfügung, der im Falle von Pannen oder Batterietausch bei den Pedelecs zur Seite steht.

Die Rückfahrt erfolgt dann mit den öffentlichen Verkehrsmitteln – vergl. http://www.mobilcard.info/de/bikemobil-card.asp, bzw. http://www.sii.bz.it/de -  oder mit dem Taxi: http://www.suedtirol-rad.com/fahrrad-taxi/.

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Psyche, Licht und Winterurlaub in Südtirol - Eine Profilierungsstrategie für die Zukunft?

Posted on | Oktober 23, 2011

Lichttherapie in den Bergen

Fehlendes Tageslicht im Herbst und Winter kann Depressionen verursachen. Im Herbst und Winter bedrückt das Grau in Grau viele Menschen. Unwohlsein, Lethargie, Melancholie oder sogar Depression sind die Folge. Die Lust auf energiereiche, kohlenhydrathaltig Nahrung wird größer, was zum Ansetzen des ungeliebten Winterspecks führt. Um den Organismus mit den Tages- und Jahreszeiten zu synchronisieren, braucht der Mensch Licht. Bei 28% der deutschen Bevölkerung entwickelt sich aus dem herbstlich-winterlichen Unwohlsein eine Depression, “SAD” - Saisonal Abhängige Depression - genannt. “Saisonal Abhängige Depressionen” werden erst seit zehn Jahren erkannt und behandelt.

Ein vom Arzt verordneter oder empfohlener Aufenthalt in den Winterbergen kombiniert mit sportlicher Aktivität löst das Problem. Es braucht keine künstliche Lichttherapie und keine Antidepressiva. Südtirol bietet viele Sonnenscheinstunden, besonders im Winter. Richtig verpackt kann hier eine neue Zielgruppe angesprochen werden.

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Berghüttendörfer für Südtirol

Posted on | Oktober 17, 2011

Almhütten für Südtirol

Es gibt international eine große Nachfrage für das Anmieten von Berg/Almhütten/Chalets.  Es gibt die Berghütten in Südtirol zwar vereinzelt zu mieten, aber nicht als konzentriertes Angebot in einer Gemeinde/Region. Hochwertige Ökohütten aus altem Holz im traditionellem Stil mit 4 und 16 Betten die zentral über eine Internetplattform und ein Buchungs- und Callcenter gebucht werden können.  Folgender Modellvorschlag: Die Gemeinde verpachtet an ausgewählten Plätzen Gemeindegrund/Fraktionsgrund für z.B. 50 Jahre. Dort entstehen Hütten (30-50). Eigentümer sind die lokale Bevölkerung. Alternativ kann aber auch eine Aktiengesellschaft oder auch ein Konsortium die Hütten bauen oder zumindest führen. 

Bestehende Hütten werden in das zentrale Vermarktungssystem eingebunden. Es könnten neu Arbeitsplätze geschaffen werden: Die Betreuung der Hütten kann gemeinsam/koordiniert erfolgen. Die Reinigung, verschiedene Servicedienste (Gepäcktransport, Zeitungsdienst, Küchendienst, Cattering…), die Buchungszentrale, die täglich die Grundversorgung durch naheliegenden Bauern (Milch/Brot/Fleisch) und durch die lokalen Nahversoger, usw.

Darüber nachzudenken lohnt sich. 

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Alto Adige: Le briosches più buone del mondo si trovano a Brunico

Posted on | August 29, 2011

Articolo: Giornalista Sergio Rossi: La civiltà della forchetta - http://www.civiltaforchetta.it

Cosa c’è di meglio di una buona colazione a base di brioche e cappuccino? Credo proprio nulla. Noi liguri spesso preferiamo la focaccia, ma siamo forse gli unici ad abbinare il sapore salato e oleoso della nostra specialità con il caffelatte e spesso facciamo storcere il naso a chi non conosce questa tradizione tutta ligure. Tuttavia, per chiunque una buona brioche è davvero uno dei piccoli piacere che aiutano ad iniziare bene la giornata e, purtroppo, sempre più spesso ci si trova di fronte a surrogati che altro non sono se non concentrati di grassi discutibili, zuccheri e aromi: nulla a che vedere con i prodotti artigianali di pasticceria. E anche fra i pasticceri c’è chi ha saputo affinare l’arte raggiungendo livelli qualitativi straordinari che si concretizzano in un prodotto praticamente perfetto.
Sono conscio di conoscere solo una minima parte delle pasticcerie italiane (e alcune estere) e mi rendo conto perciò di quanto sia relativa la mia valutazione, ma credo davvero che le brioches della pasticceria Götsch raggiungano un livello di perfezione quasi inarrivabile.
Siamo a Brunico, in val Pusteria, una splendida vallata dell’Alto Adige a circa ottanta chilometri da Bolzano. Ambiente straordinario, pascoli verdissimi, montagne stupende, aria fina che fa venire fame al solo respirarla. E soprattutto gente tenace, che lavorando duro ha plasmato un territorio meraviglioso che ogni anno attrae un numero sempre crescente di turisti. È qui che, nel 1959, i coniugi Götsch aprirono la loro pasticceria, oggi gestita dal figlio Paul, coadiuvato dalla moglie Helga e dalla sorella Karin.
Poul governa direttamente il laboratorio, per condurre il quale si avvale di alcuni collaboratori; e uno dei compiti quotidiani di uno di essi è riservato espressamente alla preparazione delle brioches, disponibili ogni mattina in diverse varianti: alla crema, alla marmellata, al cioccolato e vuote. Confesso di avere una predilezione tutta particolare per quelle alla crema, che secondo il mio gusto sono la sintesi perfetta fra la leggerezza e il sapore. Come sia possibile che una brioche fatta con burro - niente grassi scadenti né “porcate” - zucchero, farina, uova e lievito di birra e infine ripiena di crema pasticcera, risulti leggera, non so proprio dirlo, ma posso testimoniare che finito di mangiarla ce ne vorrebbe un’altra perché va giù come nulla fosse.
Quando ho chiesto a Poul di raccontarmi come sia riuscito a raggiungere un tale livello di perfezione, mi ha spiegato che si è trattato di un processo di miglioramento graduale che lui ha sviluppato e seguito in prima persona, affinando ogni singolo stadio del procedimento produttivo con particolare attenzione alla lievitazione. Ovviamente il punto di partenza è costituito dagli ingredienti di prima qualità che Poul ha selezionato, ma senza la costante attenzione nel controllare i singoli passaggi non si potrebbe raggiungere un risultato di questo genere.
Peraltro questo tipo di controllo è davvero molto accurato data la costanza degli esiti; ogni mattina le brioches della pasticceria Götsch sono sempre identiche e spettacolari e il gradimento è dimostrato dal successo riscontrato nel pubblico. Peraltro gustare una di queste delizie costa un euro e dieci centesimi, poco più del prezzo di un prodotto industriale non certo paragonabile.
Naturalmente anche gli altri prodotti sono eccellenti, a cominciare dal più classico strudel di mele, proposto in due versioni, ovvero con la pasta sfoglia e con la frolla, dal dolce di nocciole, dalle tante torte che ricordano la pasticceria austriaca fino alle splendide meringhe al cacao. E infine i gelati, anch’essi prodotti artigianalmente.
Insomma, la pasticceria Götsch è un vero luogo di tentazione dove ogni desiderio di “dolcezza” viene esaudito dalle abili mani di Poul e dalla gradevole cortesia di Helga e Karin.
Passare dalle parti di Brunico senza  fare una puntata alla Götsch è perdersi una parte significativa del patrimonio locale: una colazione così mette davvero l’allegria e riconcilia col mondo.

Pasticceria Götsch
Via Bastioni 19
39031 Brunico (BZ)
0474 554784
Giorno di chiusura: lunedì; agosto aperto tutti i giorni.
Orari: 8.00 - 12.00; 14.00 - 19.00. Domenica 8.00 - 12.00; 14.00 - 18.00.
Ferie: ultime tre settimane di giugno

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Fahrradwege in Südtirol und was wir von unseren Nachbaren lernen können

Posted on | August 21, 2011

Südtirols Fahrradwegenetz verzweigt sich zwischenzeitlich bis in die entlegensten Täler und erlauben Radtouren für jedermann/frau. Von Mals nach Meran  (ca. 60 km) fahren an schönen Tagen mehr als 1.000 begeisterte Radfahrer und viele davon leihen sich Ihr das Fahrrad an einer Südtirolrad-Verleihstelle. Andere hingegen lassen ihr Fahrrad mit dem Privatradtransport der SAD (Betreiber: Sportservice Erwin Stricker)von Meran nach Mals fahren. Noch mehr Radfahrer befahren die Strecke Innichen - Lienz (A). Warum? Weil gut organisiert, nicht zu weit (gut 40 km) und mit dem Gefühl ins Ausland zu fahren. Allein das ist es aber nicht. Das Hochpustertal, speziell Innichen, der Tourismusverband Vinschgau und Meranerland und einige Privatunternehmer haben das Potential erkannt. Von Bruneck nach Brixen, oder Sterzing nach Brixen, bzw. Klausen oder Bozen fahren nur ganz wenige Radfahrer obwohl es wunderbare Fahrradstrecken sind. Wieso? Denke die Tourismusvereine und Verbände sowie die Hotellerie hat das Produkt Radwandern noch nicht für sich entdeckt. Das Fahrrad in beispielsweise Brixen Bahnhof ausleihen, in Bozen abgeben und mit den öffentlichen Verkehrsmittel wieder zurückfahren. Herz was begehrst Du mehr. Aber was nicht ist kann ja noch werden.Einen kleinen Schönheitsfehler darf ich auch noch erwähnen. Als ich kürzlich von Bruneck nach Völkermarkt (BZ) fuhr, stellte ich einige Unterschiede fest. Die Signalisierung ist in Österreich in der Regel 1A. Die Points of Interests sind bestens ausgewiesen und überall preisen sich auf Fahrradfahrer spezialisierte Unterkunfts- und Restaurationsbetriebe an und geben einem das Gefühl,  dass man als Fahrradfahrer willkommen ist. In Südtirol haben wir keine einheitliche Signalisierung. Die Signalisierung liegt bei der Kompetenz des Landeshauptmann, der diese wiederum an die Talgemeinschaften delegiert, mit dem Ergebnis dass wir einige eifrige Gemeinden oder Tourismusvereine haben die das Thema ernst nehmen und andere die sich gar nicht darum kümmern. Dann gibt es solche Gemeinden die den Radfahrer fast schon mit Gewalt durch den Ort leiten und solche die ihn unbedingt weit weg vom Ort haben wollen. Kurzum:Wir benötigen ein einheitliches, durchgängiges System für die Kennzeichnung der Fahrradwege und der POI’s. Es bedarf einer genauen Kilometerangabe, damit bei Unfällen und Pannen den Rettungsdiensten genauestens angegeben werden wo der Hilfsbedürftige sich befindet. Es bedarf der jährlichen Neubemalung der Bodensignalisierungen und im urbanen Bereich sollte jeder Fahrradweg aus rotem Asphalt bestehen. Zudem bedarf es einer Südtirol-Radwanderkarte mit allen POIs und Radverleihen für Einheimische und Gäste. Die Landesregierung und das Amt für Mobilität ist hier gefordert. 

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